Carla e Carlo si sono conosciuti da giovanissimi nelle “aulette studenti” della facoltà di fisica dell’università di Torino, nel 1983, e non si sono più lasciati. Vabbè, quasi. 

Hanno convissuto per lunghi anni, poi nel 1999 si sono sposati (su insistenza di Carlo, sia messo agli atti), e nel 2001 hanno addirittura fatto un figlio, Filippo, che dopo aver studiato neuroscienze in Canada adesso vive e fa musica tra Canada e Italia (potete ascoltare la sua musica sulle piattaforme di streaming come Fil: SpotifyApple music), e paga le bollette occupandosi di comunicazione.

Vivono in mezzo ai boschi, sulle colline di Torino, e non tornerebbero a vivere nella metropoli tentacolare, anche se apprezzano il fatto di avere l’ufficio in una delle più belle piazze della città. In ufficio ci vanno solo un paio di volte a settimana, basta e avanza, e se solo a casa avessero una connessione dati decente scenderebbero ancor meno.

Sono due tipi strani, ad esempio fanno tutto insieme, e sembra che non si annoino! Figuratevi che lavorano addirittura insieme: sono soci in una piccola società che si occupa di… ma chissenefrega, se volete saperne di più andate su www.otto.to.it. Sperano entrambi di andare in pensione presto, ma hanno fatto scelte scellerate in gioventù e quindi questo traguardo pare molto molto lontano.

Se vedete due anziani piccoletti che litigano, ma tenendosi per mano, probabilmente sono loro. In effetti hanno, in quarant’anni di convivenza, raffinato una straordinaria tecnica di litigio e riconciliazione che li tiene a tutt’oggi felicemente insieme. Comunque la gente li guarda strano, eh! 

Condividono una sana vena di barbonismo: Carlo, dopo una parentesi di gioventù in cui metteva persino la cravatta, ora veste sempre con jeans (in estate bermuda), sandali portati orgogliosamente con le calze (tutto l’anno, anche quando nevica) , t-shirt scura e camicia di flanella da boscaiolo canadese (vabbè in estate la toglie); Carla è l’unica donna al mondo che indossa capi di abbigliamento di quando andava al liceo… Do the math. 

Sono anche parecchio orsi, e non si trovano molto a loro agio in mezzo alla folla. E con folla si intende “più di sei persone”.

Entrambi adorano viaggiare. Lo hanno fatto in lungo e in largo (i viaggi che trovate su questo sito sono una piccolissima parte di quelli che hanno fatto), ma non gli basta mai, e contano di farlo ancora a lungo. Prediligono viaggiare nella natura selvaggia e la vita all’aria aperta, ma non disdegnano città d’arte, musei, mostre, musica, teatro e concerti. Diciamo che quello che hanno abbandonato è la frenetica vita notturna, lì l’età si fa sentire.


Carla (Kaa)

Classe 1962, porta i suoi anni con noncurante leggerezza, e in cuor suo si sente come se avesse appena finito il liceo. È la presidente della Otto, la società dove lavora anche Carlo come sguattero. 

Fa tutto benissimo, è perfezionista in maniera assurda ed ha SEMPRE ragione. Carlo a volte si dimentica di questo semplice fatto e alza un po’ troppo la cresta, ma lei sa come rimetterlo a posto. A mazzate.

Gestisce con piglio sicuro la vita della famiglia per tutto quello che riguarda soldi, tasse, banche, assicurazioni, eccetera. Non ha ancora fatto interdire Carlo, ma è solo questione di tempo.

Si stupisce che non le abbiano ancora affidato,  a furor di popolo, il governo mondiale: potrebbe esercitare il ruolo di Presidente del Mondo con successo a partire da domani. In attesa di iniziare il suo incarico, quando è in vacanza detta i principi ispiratori del suo futuro governo mondiale a Carlo, che prende nota per la pubblicazione (speriamo presto, il mondo ne ha bisogno) del “Libretto Ottanio del Carlismo”.

Odia cucinare ma adora mangiare quello che Carlo cucina. Parla fluentemente francese (essendo valdostana, si bulla di essere bilingue), un discreto inglese e il suo tedesco, per quanto basico, ha tratto d’impaccio lei e Carlo più di una volta. Viaggerebbe sempre.

Ha una enorme passione per la nobile arte del ficcanasare (gli archivi della STASI sono robetta da dilettanti rispetto ai suoi), e quindi ha account su tutti i social possibili e immaginabili, ma con avatar improbabili che non rivela a nessuno. L’unico “ufficiale” è quello di Instagram: @k.gattapi


Carlo (‘lux)

Classe 1963, è una delle sei persone più felicione del mondo. La vita tenta costantemente di buttarlo a terra, ma lui fa finta di niente. Vabbè, a volte è un po’ difficile, ma comunque ci si prova. La pensione è lontana, se mai arriverà, ma lui sarebbe pronto ad andarci domani. Nel pomeriggio, però.

Non sa fare bene NIENTE, ma sa fare MALE un sacco di cose. In particolare è pessimo nel  cosiddetto “fai da te”: lui ci prova, pervicacemente, ma i risultati sono sempre meno che mediocri. Ormai ci ha fatto l’abitudine, e non se la prende.

È pigro ma mattiniero, cosa che fa imbizzarrire Carla che al contrario la mattina non disdegna dormire fino a tardi.

Adora cucinare e viaggiare, e anche un sacco di altre cose: leggere, disegnare, suonare, camminare, pedalare, lavorare a maglia, fare ceramiche tutte storte; ma tutto male, eh! 

Parla inglese come Tarzan, francese come l’ispettore Clouseau e diciamo che lasciato solo in un paese di lingua spagnola non morirebbe di fame. Da un po’ si bulla di studiare il giapponese, con scarsissimo successo.

È fieramente anticapitalista e il consumismo lo disgusta. È anche MOLTO preoccupato per il cambiamento climatico.

Stanco del clima tossico e della pubblicità online, è uscito da tempo da tutte le piattaforme social mainstream, ma lo potete trovare nel fediverso, a dire le sue sciocchezze su Mastodon come  livellosegreto.it/@carlux, oppure a mettere qualche foto su pixelfed.social/carlux. La sua short bio, che gli aliena le simpatie di una bella fetta di umanità, è “He/him, italian, elderly, father, husband, sick, entrepreneur, ready for retirement, honest, curious, communist, anti-fascist, environmentalist”.